Archive for the Academy Awards Category

From Ghost the Movie to Ghost The Musical- Il film Ghost diventa un Musical!

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Once again  a famous Movie becomes a Musical!

 

Ghost is a timeless fantasy about the power of love. Walking back to their apartment one night, Sam and Molly are mugged, leaving Sam murdered on a dark street. Sam is trapped as a ghost between this world and the next and unable to leave Molly who he learns is in grave danger. With the help of a phony storefront psychic, Oda Mae Brown, Sam tries to communicate with Molly in the hope of saving and protecting her.

Nominated for an Academy Award for Best Film of 1990, Ghost won numerous awards worldwide and is one of the biggest grossing films in the UK. It starred  the unforgettable Patrick Swayze, Demi Moore, Vincent Schiavelli, Tony Goldwyn, Rick Aviles and the great actress Whoopi Goldberg and was directed by Jerry Zucker. Bruce Joel Rubin’s script won an Oscar for Best Original Screenplay and Whoopi Goldberg won the Oscar® for Best Actress in a Supporting Role. The film’s iconic love scene at a potter’s wheel was famously performed to The Righteous Brother’s Unchained Melody.

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GHOST will be directed by Matthew Warchus. Set and costume designs are by Rob Howell, Illusions are by Paul Kieve and Musical Supervisor and Arranger is Christopher Nightingale. Lighting and Sound are by Hugh Vanstone and Bobby Aitken. Jon Driscoll is the Projection Designer and Ashley Wallen is Choreographer.

Ghost The Musical will have a strictly limited 7 week season at the Opera House, Manchester, running from 28 March – 14 May 2011

London ,  from 22 June 2011



 

Cast

Sam Wheat- Richard  Fleeshman

 

Molly Jensen- Caissie Levy

 



 

Oda Mae Brown- Sharon D Clarke


 

Carl Bruner- Andrew Langtree

 

Willie Lopez – Ivan de Freitas


 

Subway Ghost – Adebayo Bolaji



 

Hospital Ghost – Marc Pearce

 

Clara – Lisa Davina Phillip

 

Louise – Jenny Fitzpatrick


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Book & Lyrics – Bruce Joel Rubin


Music & Lyrics- Dave Stewart ( Eurythmics)

 

Music & Lyrics- Glenn Ballard


Director – Matthew Warchus



 

Designer – Rob Howell

Choreographer – Ashley Wallen

Illusionist – Paul Kieve

 

Producer/ General Manager – Colin  Ingram Productions  Ltd

 

Musical Supervisor and Arranger – Christopher Nightingale

 

Some Videos Of  Ghost The Musical


 

Ghost The Musical Home

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Il FILM


Ancora una volta da un film famoso nasce un Musical!

Ghost è una fantasia senza tempo sul potere dell’amore.

Sam conduce un’esistenza felice insieme alla fidanzata Molly. Una sera come tante altre stanno rincasando dopo una serata a teatro, quando vengono aggrediti e Sam resta ucciso . Mentre Molly disperata chiama aiuto, Sam si ritrova al suo fianco incredulo, in condizione di fantasma, intrappolato tra questo mondo e l’aldilà,  incapace di lasciare Molly dopo aver capito che  è in grave pericolo. Con l’aiuto di  Oda Mae Brown, che si spaccia per una medium , e che scoprirà con enorme sorpresa di esserlo davvero, Sam cerca di comunicare con Molly tramite lei nella speranza di salvarla.

Nominato all’ Academy Award come miglior film del 1990, Ghost ha vinto  numerosi premi in tutto il mondo ed è uno dei film inglesi che ha incassato di più .Interpretato dall ‘ indimenticabile Patrick Swayze,  Demi Moore, il grande attore caratterista italo-americano Vincent Schiavelli (scomparso nel 2005) famoso anche per la sua interpretazione nel film ” Qualcuno volò sul nido del cuculo”,   Tony Goldwyn, Rick Aviles

e la fantastica Whoopi Goldberg ,è stato diretto da Jerry Zucker. Bruce Joel Rubin ha vinto un Oscar per la miglior sceneggiatura originale e Whoopi Goldberg  l’Oscar come Migliore Attrice non protagonista.

Ecco la scena più famosa del film, accompagnata dalla bellissima canzone

Unchained Melody:)

Un’altra scena da ricordare, il fantasma della metropolitana Vincent Schiavelli

 

The Unforgettable Patrick Swayze



The Great Actress Whoopy Goldberg

Demi Moore

 

Vincent Schiavelli

 

Tony Goldwyn

Rick Aviles


 


 


Academy Awards -Oscar 2011 – The Winners!

Posted in Academy Awards, Actors, Artists, Awards, Cast, Cinema, Directors, Eventi, Film, I vincitori, Movies, Music, Protagonisti, Trailers, Winners with tags , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , , on marzo 7, 2011 by Me

 

 



Best Picture  –  Writing (Original Screenplay)

The King’s Speech

 


Actress in Leading Role – Natalie Portman, Black Swan

Actor in a Leading Role – Colin Firth, The King’s Speech

 

Actress in a Supporting Role –  Melissa Leo, The Fighter

 

 

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Actor in a Supporting Role – Christian Bale, The Fighter

 

Directing –  The King’s Speech, Tom Hooper

 

Music (Original) – We Belong Together from Toy Story 3

Animated Feature Film –

 

Art Direction  and Costume Design

Alice In Wonderland

 

Cinematography – Sound Editing- Sound Mixing and Visual Effects

Inception

Documentary (Feature) – Inside Job


Documentary (Short Subject) – Strangers No More

 

Film Editing – Music (Original Score)-Writing (Adapted Screenplay)


The Social Network

Foreign Language Film – In A Better World, Denmark

Makeup- The Wolfman

Short Film (Animated) – The Lost Thing

Short Film (Live Action) – God of Love


 

 

 






Stage Entertainment presenta la versione Italiana del Musical “La Bella e La Bestia”

Posted in Academy Awards, Alan Menken, Artisti. Musical, Artisti. Musical movies, Artisti. Musicals, Artisti.Eventi, Awards, Disney, Eventi, Informazione, Milano, Musical, Musicals, novità, Protagonisti, Stagioni Teatrali, Trailers, Trame, Video, Walt Disney with tags , , , , , , , on agosto 10, 2009 by Me

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Dal sito La Bella e La Bestia

Stage Entertainment Italy è orgogliosa di annunciare la riapertura del Teatro Nazionale di Milano e il suo ingresso in Italia con la sua prima produzione, il musical Disney ‘La Bella e la Bestia’, che debutterà il 2 ottobre 2009.

Scoprirete la magia di una delle storie d’amore più belle che siano mai state raccontate, vivrete una passione in grado di andare oltre le apparenze, vi divertirete e vi commuoverete fino alle lacrime nel musical più spettacolare che abbiate mai visto in Italia


In una fredda notte invernale una vecchia mendicante bussa al portone di un castello ricco e sfarzoso per chiedere al principe che vi abita un riparo per la notte. In cambio offre tutto ciò che possiede: una rosa rossa. Il padrone del castello, arrogante ed egoista, caccia via la donna offeso dal suo aspetto ripugnante, ridendo di lei e del suo futile dono.

È così che la storia ha inizio, ma nulla è come sembra. La vecchia donna è in realtà una fata bellissima e potente che punisce il principe per il suo comportamento trasformando lui in un’orrida bestia e tutta la sua servitù in oggetti animati. Per rompere l’incantesimo la Bestia dovrà imparare ad amare ed a farsi amare nonostante il suo aspetto mostruoso e dovrà riuscirci prima che la rosa magica lasciata dalla fata perda il suo ultimo petalo.
Riuscirà la Bestia a incontrare una donna pronta ad amarlo e a spezzare la maledizione?
La Bella e la Bestia è una storia senza tempo che insegna a guardare al di là delle apparenze, una storia in cui i personaggi imparano il significato del vero amore sconfiggendo le avversità che la vita pone loro davanti ma soprattutto una storia che svela un messaggio universale: la vera bellezza è quella interiore.

La musica, i costumi, le luci e le scenografie ricreano alla perfezione il mondo incantato ideato dalla Disney nel suo famosissimo film d’animazione. Questi elementi unici nel mondo del musical, uniti alle performance degli attori e alle musiche straordinarie di Alan Menken, vincitore del premio Oscar per la colonna sonora originale, fanno di questo spettacolo una delle esperienze più emozionanti che si possano vivere a teatro.



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Arianna Martina Bergamaschi, in arte Arianna, nasce a Milano. Sin dalla culla sembra destinata ad una carriera nello spettacolo. A soli 7 mesi partecipa a diversi spot pubblicitari, a sei anni inizia a studiare danza ed a sette si esibisce in pubblico nei tour estivi insieme alla madre cantante professionista.
A 13 anni vince, scelta tra 2.000 aspiranti, il concorso indetto dalla Walt Disney per eleggere la sua testimonial italiana e firma un contratto in esclusiva per 5 anni da cui nascono apparizioni televisive, rubriche sulle testate Disney, concerti, decine di compilation e ben 4 album da solista.

Nel
1996 il grande sogno di recitare in un musical spinge Arianna ad intraprendere lo studio della recitazione. Lei dimostra di saper cantare, ballare e recitare e quel sogno si avvera nel 1998 quando Gino Landi e Pietro Garinei la vogliono per la commedia musicale “Un Mandarino per Teo”.

Non tardano ad arrivare nuovi successi come cantante. Nel 1998 è terza a Sanremo Giovani, l’anno dopo al Festival di Sanremo si classifica al quarto posto nella categoria Giovani Proposte e pubblica il suo nuovo album “Arianna”. Seguono altri impegni teatrali con i ruoli di protagonista nel musical “Il Mago di Oz”, di protagonista femminile nel musical “Masaniello” (in cui Arianna recita in napoletano antico) e da co-protagonista in “Sogno di una Notte di Mezza Estate” con la regia di Tato Russo. Negli anni successivi è ancora Bianca ne “La Bisbetica Domata”, la Fata Turchina in “Pinocchio” su musiche dei Pooh e Giulietta in “Romeo e Giulietta”. Continua con successo la sua carriera come cantante e nel 2007 esce l’album “A Modo Mio”, una sua personale rilettura delle grandi melodie dei musical.
Sul piccolo schermo Arianna è la show girl principale dell’edizione 2007 de “La Corrida” su Canale 5, fra il 2008 ed il 2009 è l’attrice comica di “Saturday Night Live” in onda su Italia 1, da febbraio a maggio 2009 è Roberta di Leo nella soap “Cento Vetrine” trasmessa da Canale 5.
Nel 2008 il premio Oscar Ennio Morricone la sceglie come interprete del suo inedito “Verso Est”,
brano che diretto dello stesso autore diventerà la colonna sonora di un celebre spot pubblicitario con Richard Gere.
Il 2009 sarà un anno molto importante per Arianna, scelta per il ruolo di Belle nella spettacolare produzione italiana del musical Disney “La Bella e la Bestia”, messa in scena dalla multinazionale Stage Entertainment, leader europea nella produzione di spettacoli dal vivo.



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Michael Altieri, Italo francese, 31 anni, attore di prosa e cantante scoperto da Luciano Pavarotti. Si forma tra Usa e Italia e nel 2000 debutta tra i protagonisti della rock-opera “Rent”, prodotta da Nicoletta Mantovani con la regia originale di Broadway di Michael Greif. È lui il primo artista bianco ad interpretare il ruolo di Collins.
Diplomatosi alla International Theatre School e al Cta, diventa allievo di Anna Strasberg dopo avere vinto un concorso mondiale per una borsa di studio allo Strasberg Institute. Cresce ancora con Emiliana Perina, con Narcisa Bonati del Piccolo di Milano, con il Maestro Mario Ciervo del San Carlo di Napoli e con il Maestro Tato Russo, che lo dirige per sette anni nel ruolo di protagonista nei musical-kolossal “I Promessi Sposi” e “Il Ritratto di Dorian Gray”. Non mancano i riconoscimenti: vince il Musical Theatre Award, il Rome-Europe Award, e il Premio Sandro Massimini come migliore attore.
Per il cinema interpreta la vittima del terrorismo cubano Fabio di Celmo nella pellicola “Cuando la Verdad Despierta” presentata al Festival del Cinema di Berlino nel 2007 e nella quale recita anche Fidel Castro interpretando se stesso. Ancora nel 2007 è premiato in Campidoglio come attore rivelazione.

Per la tv è guest star in “Piloti”, “Il Bene e Il Male”, “Tawanna Ray” e nella celebrity edition di “Camera Cafè”. In teatro interpreta Norman nel musical “Mambo y Salsa”, Cristiano nel cult “Cirano de Bergerac” di Corrado D’Elia, e Rocco in “Rocco e i Suoi Fratelli” di Antonio Sixty. Nel 2008 Dario Argento lo vuole per il ruolo di Mark Harris nel musical “Profondo Rosso” scritto da Claudio Simonetti e diretto da Marco Calindri. Ancora nel 2009 è Alberto Verani nella commedia “Due Dozzine di Rose

Scarlatte” di Aldo De Benedetti per la regia di Livio Galassi nella riscrittura di Tato Russo.


A ottobre debutterà come protagonista nel musical “La Bella e la Bestia” di Stage Entertainment, dove interpreterà la Bestia, un ruolo di cui Michel si è innamorato immediatamente per la sfida di dover recitare e comunicare le emozioni senza mostrare il suo volto, alterato in maniera irriconoscibile dal trucco di scena.


Ecco i due protagonisti nello Showcase

al Limelight di Milano Giugno 09

Musica Awards 2009. Le 5  “Belle” cantano un brano da La Bella e la Bestia alla presenza di Alan Menken

E’ stato proprio Menken a scegliere Arianna e Michael Altieri per la versione Italiana

del Musical!

Per informazioni andate sul

sito del Musical


Ci ha lasciati il grande Regista Sydney Pollack

Posted in Academy Awards, Actors, Artists, Biografia, Cast, Cinema, Coreografi, Directors, Film, In Memory, Informazione, Movies, Pensieri..., Protagonisti, Regista, Trailers, Tribute with tags , , , , , , on maggio 28, 2008 by Me

LOS ANGELES — Sydney Pollack, a Hollywood mainstay as director, producer and sometime actor whose star-laden movies like “The Way We Were,” “Tootsie” and “Out of Africa” were among the most successful of the 1970s and ’80s, died Monday at home here. He was 73.

Mr. Pollack’s career defined an era in which big stars (Robert Redford, Barbra Streisand, Warren Beatty) and the filmmakers who knew how to wrangle them (Barry Levinson, Mike Nichols) retooled the Hollywood system. Savvy operators, they played studio against studio, staking their fortunes on pictures that served commerce without wholly abandoning art.

Hollywood honored Mr. Pollack in return. His movies received multiple Academy Award nominations, and as a director he won an Oscar for his work on the 1985 film “Out of Africa” as well as nominations for directing “They Shoot Horses, Don’t They?” (1969) and “Tootsie” (1982).

“Michael Clayton,” of which Mr. Pollack was a producer and a member of the cast, was nominated for a best picture Oscar earlier this year. He delivered a trademark performance as an old-bull lawyer who demands dark deeds from a subordinate, played by George Clooney. (“This is news? This case has reeked from Day 1!” snaps Mr. Pollack’s Marty Bach.) Most recently, Mr. Pollack portrayed the father of Patrick Dempsey’s character in “Made of Honor.”

Mr. Pollack became a prolific producer of independent films in the latter part of his career. With a partner, the filmmaker Anthony Minghella, he ran Mirage Enterprises, a production company whose films included Mr. Minghella’s “Cold Mountain” and the documentary “Sketches of Frank Gehry,” released in 2006, the last film directed by Mr. Pollack.

Mr. Minghella died in March, at the age of 54, of complications from surgery for tonsil cancer.

Apart from the Gehry documentary, Mr. Pollack never directed a movie without stars. His first feature, “The Slender Thread,” released by Paramount Pictures in 1965, starred Sidney Poitier and Anne Bancroft. In his next 19 films — every one a romance or drama but for the single comedy, “Tootsie” — Mr. Pollack worked with Burt Lancaster, Natalie Wood, Jane Fonda, Robert Mitchum, Al Pacino, Dustin Hoffman, Meryl Streep, Tom Cruise, Harrison Ford, Nicole Kidman, Ms. Streisand and others. A frequent collaborator was Robert Redford.

“Sydney’s and my relationship both professionally and personally covers 40 years,” Mr. Redford said in an e-mailed statement. “It’s too personal to express in a sound bite.”

Sydney Irwin Pollack was born on July 1, 1934, in Lafayette, Ind., and reared in South Bend. By Mr. Pollack’s own account, in the book “World Film Directors,” his father, David, a pharmacist, and his mother, the former Rebecca Miller, were first-generation Russian-Americans who had met at Purdue University.

Mr. Pollack developed a love of drama at South Bend Central High School and, instead of going to college, went to New York and enrolled at the Neighborhood Playhouse School of the Theater. He studied there for two years under Sanford Meisner, who was in charge of its acting department, and remained for five more as Mr. Meisner’s assistant, teaching acting but also appearing onstage and in television.

Curly-haired and almost 6 feet 2 inches tall, Mr. Pollack had a notable role in a 1959 “Playhouse 90” telecast of “For Whom the Bell Tolls,” an adaptation of the Hemingway novel directed by John Frankenheimer. Earlier, Mr. Pollack had appeared on Broadway with Zero Mostel in “A Stone for Danny Fisher” and with Katharine Cornell in “The Dark Is Light Enough.” But he said later that he probably could not have built a career as a leading man.

Instead, Mr. Pollack took the advice of Burt Lancaster, whom he had met while working with Mr. Frankenheimer, and turned to directing. Mr. Lancaster steered him to the entertainment mogul Lew Wasserman, and through him Mr. Pollack landed a directing assignment on the television series “Shotgun Slade.”

After a faltering start, he hit his stride on episodes of “Ben Casey,” “Naked City,” “The Fugitive” and other shows. In 1966 he won an Emmy for directing an episode of “Bob Hope Presents the Chrysler Theater.”

From the time he made his first full-length feature, “The Slender Thread,” about a social work student coaxing a woman out of suicide on a help line, Mr. Pollack had a hit-and-miss relationship with the critics. Writing in The New York Times, A. H. Weiler deplored that film’s “sudsy waves of bathos.” Mr. Pollack himself later pronounced it “dreadful.”

But from the beginning of his movie career, he was also perceived as belonging to a generation whose work broke with the immediate past. In 1965, Charles Champlin, writing in The Los Angeles Times, compared Mr. Pollack to the director Elliot Silverstein, whose western spoof, “Cat Ballou,” had been released earlier that year, and Stuart Rosenberg, soon to be famous for “Cool Hand Luke” (1967). Mr. Champlin cited all three as artists who had used television rather than B movies to learn their craft.

Self-critical and never quite at ease with Hollywood, Mr. Pollack voiced a constant yearning for creative prerogatives more common on the stage. Yet he dived into the fray. In 1970, “They Shoot Horses, Don’t They?,” his bleak fable of love and death among marathon dancers in the Great Depression, based on a Horace McCoy novel, received nine Oscar nominations, including the one for directing. (Gig Young won the best supporting actor award for his performance.)

Two years later, Mr. Pollack made the mountain-man saga “Jeremiah Johnson,” one of three closely spaced pictures in which he directed Mr. Redford.

The second of those, “The Way We Were,” about ill-fated lovers who meet up later in life, also starred Ms. Streisand and was a huge hit despite critical hostility.

The next, “Three Days of the Condor,” another hit, about a bookish C.I.A. worker thrust into a mystery, did somewhat better with the critics. “Tense and involving,” said Roger Ebert in The Chicago Sun-Times.

With “Absence of Malice” in 1981, Mr. Pollack entered the realm of public debate. The film’s story of a newspaper reporter (Sally Field) who is fed a false story by federal officials trying to squeeze information from a businessman (Paul Newman) was widely viewed as a corrective to the adulation of investigative reporters that followed Alan J. Pakula’s hit movie “All the President’s Men,” with its portrayal of the Watergate scandal.

But only with “Tootsie,” in 1982, did Mr. Pollack become a fully realized Hollywood player. By then he was represented by Michael S. Ovitz and the rapidly expanding Creative Artists Agency. So was his leading man, Dustin Hoffman.

As the film — a comedy about a struggling actor who disguises himself as a woman to get a coveted television part — was being shot for Columbia Pictures, Mr. Pollack and Mr. Hoffman became embroiled in a semi-public feud, with Mr. Ovitz running shuttle diplomacy between them.

Mr. Hoffman, who had initiated the project, argued for a more broadly comic approach. But Mr. Pollack — who played Mr. Hoffman’s agent in the film — was drawn to the seemingly doomed romance between the cross-dressing Hoffman character and the actress played by Jessica Lange.

If Mr. Pollack did not prevail on all points, he tipped the film in his own direction. Meanwhile, the movie came in behind schedule, over budget and surrounded by bad buzz.

Yet “Tootsie” was also a winner. It took in more than $177 million domestically and received 10 Oscar nominations, including for best picture. (Ms. Lange took home the film’s only Oscar, for best supporting actress.)

Backed by Mr. Ovitz, Mr. Pollack expanded his reach in the wake of success. Over the next several years, he worked closely with both TriStar Pictures, where he was creative consultant, and Universal, where Mirage, his production company, set up shop in 1986.

Mr. Pollack reached perhaps his pinnacle with “Out of Africa.” The film, based on the memoirs of Isak Dinesen, paired Ms. Streep and Mr. Redford in a drama that reworked one of the director’s favorite themes, that of star-crossed lovers. It captured Oscars for best picture and best director.

Still, Mr. Pollack remained uneasy about his cinematic skills. “I was never what I would call a great shooter or visual stylist,” he told an interviewer for American Cinematographer last year. And he developed a reputation for caution when it came to directing assignments. Time after time, he expressed interest in directing projects, only to back away. At one point he was to make “Rain Man,”John le Carré. a Dustin Hoffman picture ultimately directed by Mr. Levinson; at another, an adaptation of “The Night Manager” by

That wariness was undoubtedly fed by his experience with “Havana,” a 1990 film that was to be his last with Mr. Redford. It seemed to please no one, though Mr. Pollack defended it. “To tell you the truth, if I knew what was wrong, I’d have fixed it,” Mr. Pollack told The Los Angeles Times in 1993.

“The Firm,” with Tom Cruise, was a hit that year. But “Sabrina” (1995) and “Random Hearts” (1999), both with Harrison Ford, and “The Interpreter” (2005), with Nicole Kidman and Sean Penn, fell short, as Hollywood and its primary audience increasingly eschewed stars for fantasy and special effects.

Mr. Pollack never stopped acting; in a recent episode of “Entourage,” the HBO series about Hollywood, he played himself.

Among Mr. Pollack’s survivors are two daughters, Rebecca Pollack and Rachel Pollack, and his wife, Claire Griswold. The couple married in 1958, while Mr. Pollack was serving a two-year hitch in the Army. Their only son, Steven, died at age 34 in a 1993 plane crash in Santa Monica, Calif.

In his later years, Mr. Pollack appeared to relish his role as elder statesman. At various times he was executive director of the Actors Studio West, chairman of American Cinematheque and an advocate for artists’ rights.

He increasingly sounded wistful notes about the disappearance of the Hollywood he knew in his prime. “The middle ground is now gone,” Mr. Pollack said in the fall 1998 issue of New Perspectives Quarterly. He added, with a nod to a fellow filmmaker: “It is not impossible to make mainstream films which are really good. Costa-Gavras once said that accidents can happen.”

By Sydney Pollack

A selected filmography: “The Slender Thread” (1965)
“This Property Is Condemned” (1966)
“The Scalphunters” (1968)
“The Swimmer” (1968) (uncredited)
“Castle Keep” (1969)
“They Shoot Horses, Don’t They?” (1969)
“Jeremiah Johnson” (1972)
“The Way We Were” (1973)
“The Yakuza” (1974)
“Three Days of the Condor” (1975)
“Bobby Deerfield” (1977)
“The Electric Horseman” (1979)
“Absence of Malice” (1981)
“Tootsie” (1982)
“Out of Africa” (1985)
“Havana” (1990)
“The Firm” (1993)
“Sabrina” (1995)
“Random Hearts” (1999)
“The Interpreter” (2005)
“Sketches of Frank Gehry” (2005)

by nytime.com

La scomparsa di Sydney Pollack rappresenta una notizia tristissima per tutti coloro che, nel corso di oltre quarant’anni, hanno ammirato i suoi film, fra cui alcuni titoli famosissimi quali Come eravamo, Tootsie e La mia Africa.

Sydney Israel Pollack era nato a Lafayette, in Indiana, l’1 luglio 1934, da una famiglia ebraica di origine russa. Nel 1958 aveva sposato Claire Griswold, che è stata sua moglie per cinquant’anni e gli ha dato tre figli (uno dei quali è deceduto nel 1993 in un incidente aereo). La sua carriera di regista era iniziata negli Anni ’60, quando Pollack aveva girato diversi episodi di alcuni celebri telefilm; poi, nel 1965 aveva debuttato al cinema con La vita corre sul filo.

Da allora, la folgorante carriera di Pollack era continuata in salita con Questa ragazza è di tuttiJoe Bass l’implacabile (1968), con Burt Lancaster. Nel 1969 aveva diretto altre due pellicole acclamatissime: il film di guerra Ardenne ’44, un inferno, sempre con Burt Lancaster, e soprattutto Non si uccidono così anche i cavalli?, un allucinato dramma ambientato nel corso di una massacrante maratona di ballo, interpretato da una delle sue attrici favorite, Jane Fonda. (1966), con Natalie Wood e Robert Redford, ed il western

Nel 1972 aveva firmato il western crepuscolare Corvo rosso non avrai il mio scalpo, con protagonista l’attore Robert Redford, intimo amico di Pollack, oltre che suo partner cinematografico in numerose pellicole. L’anno seguente, Pollack aveva realizzato uno dei maggiori successi della sua carriera, Come eravamo (1973), la malinconica storia d’amore fra un giovane scrittore ed una ragazza ebrea, con Robert Redford e Barbra Streisand. Nel 1975 è stata la volta di altri due classici nella produzione di Pollack: il celebre film di spionaggio I tre giorni del condor, con Robert Redford e Faye Dunaway, e Yakuza, un gangster-movie sulla Mafia giapponese, interpretato da Robert Mitchum. In questo periodo, Pollack ha cominciato a produrre lui stesso le proprie pellicole, diventando così uno dei personaggi più influenti di Hollywood.

Dopo la commedia campione d’incassi Il cavaliere elettrico (1979), con l’accoppiata Redford / Fonda, e il dramma sul giornalismo Diritto di cronaca (1981), con Paul Newman e Sally Field, nel 1982 Sydney Pollack ha realizzato il suo più grande successo di pubblico: Tootsie, un’esilarante commedia che vede Dustin Hoffman recitare in panni femminili per ottenere una parte in una soap-opera, mentre nel frattempo cerca di conquistare la collega Jessica Lange. Nel 1985, Pollack aveva messo a segno un’altra pellicola acclamatissima dalla critica e dal pubblico: La mia Africa, una struggente storia d’amore tratta dal romanzo autobiografico della scrittrice danese Karen Blixen, con Meryl Streep e Robert Redford nei ruoli dei due protagonisti; La mia Africa si era rivelato un autentico trionfo ed aveva vinto ben sette premi Oscar, fra cui gli Oscar a Pollack per il miglior film e la miglior regia.

Dopo il flop di Havana (1990), Sydney Pollack era tornato a conquistare il botteghino con il fortunatissimo legal-thriller Il socio (1993), con Tom Cruise e Gene Hackman. Tra i suoi successivi film da regista ricordiamo il remake di Sabrina (1995), con Harrison Ford, ed il thriller The interpreterRitorno a Cold Mountain (2003); e proprio insieme al suo collega Anthony Minghella (scomparso pure lui pochi mesi fa) aveva fondato la compagnia di produzione Mirage Enterprises. (2005), con Nicole Kidman e Sean Penn. Nel corso degli anni, Sydney Pollack aveva prodotto non solo i propri film, ma anche opere di altri registi, come

Accanto alla sua attività dietro la macchina da presa, negli ultimi vent’anni Sydney Pollack si era cimentato spesso anche come attore, per lo più in ruoli secondari: tra i film da lui interpretati, Mariti e mogli di Woody Allen (1992), Eyes wide shut di Stanley Kubrick (1999) ed il thriller Michael Clayton di Tony Gilroy (2007), da lui stesso prodotto. In tanti anni di professione Pollack aveva ottenuto moltissimi riconoscimenti, fra cui due premi Oscar su sei nomination (di cui tre come regista) e due Golden Globe.

Ho amato tutti i suoi film, ne cito solo alcuni, Il famosissimo ” Indovina chi viene a cena?”, Il bellissimo “Out of Africa”( La mia Africa), “Tootsie”, davvero esilarante dove Pollack oltre che regista è anche attore e l’ultimo che mi tocca sempre il cuore-” Come eravamo”- con i fantastici Barbra Streisand e Robert Redford. Tutte le volte che lo rivedo mi commuovo e spero sempre che il finale veda quella bella coppia riunita….. ma non è così!


La notte degli Oscar 2008

Posted in Academy Awards, Actors, Artists, Attori, Directors, Oscar on febbraio 25, 2008 by Me

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Nella grande notte del cinema, Hollywood ha incoronato i fratelli Joel ed Ethan Coen: nell’80esima edizione degli Oscar «Non è un Paese per vecchi» (No country For Old Men) ha vinto le statuette più importanti: miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura adattata, migliore attore secondario. Ma i giudici dell’Academy quest’anno hanno mostrato di saper aprirsi anche all’esterno e hanno premiando quattro attori del vecchio continente.

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Il britannico Daniel Day-Lewis, scelto come migliore attore protagonista per la straordinaria intepretazione della scalata al potere e alla ricchezza de «Il Petroliere»; la francese Marion Cotillard, che -recitando in lingua madre- ha prestato il volto a un’emozionante Edith Piaf ne «La vie en rose»; lo spagnolo Javier Bardem, alias Anton Chigurh, lo spietato killer di «Non è un Paese per vecchi»; e la scozzese Tilda Swinton, l’indimenticata interprete di film come «Orlando» e «le cronache di Narnia», che mai aveva ottenuto neanche una nomination e che stavolta è giunta al massimo riconoscimento con l’interpretazione della legale co-protagonista di «Michael Clayton».

Portabandiera del cinema indipendente statunitense, Joel ed Ethan Coen hanno ritrovato in «Non è un paese per vecchi», il livello e la qualità delle loro migliori pellicole, in cui sanno fondere non solo una grande tecnica, ma la mettono al servizio della storia. Il film, tratto dall’omonimo romanzo del premio Pulitzer, Cormac McCarthy, era già stato premiato con 2 Golden Globe (ma non per la regia).

Un’altra statuetta per Dante Ferretti e sua moglie, Francesca Lo schiavo, maestri della scenografia mondiale; e primo Oscar per il compositore Dario Marianelli. La notte degli Oscar ha premiato la maestria sapiente di Dante Ferretti, uno dei maggiori scenografi mondiali, da anni trapiantato con la moglie ad Hollywood. Ferretti, alla sua nona nomination, ha conquistato il suo secondo Oscar (il primo era stato per The Aviator). Insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo ha disegnato l’ambientazione ai misfatti ottocenteschi di Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street: una Londra di fine ’800 lugubre e drammatica, quasi sempre in bianco e nero, che fa da sfondo al musical-horror, ultima fatica di Tim Burton. Il marchigiano Ferretti è salito sul palco accompagnato dalla moglie e ha trattenuto a stento l’emozione: «Grazie all’Academy, a Tim Burton, a tutti». «Grazie a Tim Burton, un grande artista e a Johnny Depp, per questo film fantastico», gli ha fatto eco la moglie, ricordando l’attore ormai alter-ego delle geniali quanto folli fantasie del regista.

Primo Oscar invece per il pisano Dario Marianelli, che ha conquistato la statuetta per la memorabile colonna sonora di «Espiazione», il film di Joe Wright, tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Ian McEwan. Marianelli, che da anni vive a Londra con la moglie e i figli, aveva ottenuto la nomination anche per il tema musicale di «Orgoglio e pregiudizio», opera prima dello stesso regista. Ce l’ha fatta stavolta con uno splendido e originalissimo lavoro, che ha per tema caratteristico il picchiettare continuo dei tasti sulla macchina da scrivere: un tema in qualche modo evocativo della scrittura mcewaniana, ma anche della protagonista, una scrittrice di successo che deve affrontare un doloroso cammino di espiazione e pentimento.

(La Stampa)

Nominations all’Oscar- Academy Awards Nominations

Posted in Academy Awards, Actors, Alan Menken, Artists, Attori, Awards, Cinema, Colonne Sonore, Directors, Disney, DreamWorks Animation, Film, Movies, Musical Movies, Nominations, Oscar, Ratatouille, Trailers, Video on gennaio 25, 2008 by Me

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80th Academy Awards – Nominations

Performance by an actor in a leading role
George Clooney in “Michael Clayton” (Warner Bros.)
Daniel Day-Lewis in “There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax)
Johnny Depp in “Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street” (DreamWorks and Warner Bros., Distributed by DreamWorks/Paramount)
Tommy Lee Jones in “In the Valley of Elah” (Warner Independent)
Viggo Mortensen in “Eastern Promises” (Focus Features)

 

Performance by an actor in a supporting role
Casey Affleck in “The Assassination of Jesse James by the Coward Robert Ford” (Warner Bros.)
Javier Bardem in “No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage)
Philip Seymour Hoffman in “Charlie Wilson’s War” (Universal)
Hal Holbrook in “Into the Wild” (Paramount Vantage and River Road Entertainment)
Tom Wilkinson in “Michael Clayton” (Warner Bros.)

 

Performance by an actress in a leading role
Cate Blanchett in “Elizabeth: The Golden Age” (Universal)
Julie Christie in “Away from Her” (Lionsgate)
Marion Cotillard
in “La Vie en Rose” (Picturehouse)
Laura Linney in “The Savages” (Fox Searchlight)
Ellen Page in “Juno” (Fox Searchlight)

 

Performance by an actress in a supporting role
Cate Blanchett in “I’m Not There” (The Weinstein Company)
Ruby Dee in “American Gangster” (Universal)
Saoirse Ronan in “Atonement” (Focus Features)
Amy Ryan in “Gone Baby Gone” (Miramax)
Tilda Swinton in “Michael Clayton” (Warner Bros.)

 

Best animated feature film of the year
“Persepolis” (Sony Pictures Classics): Marjane Satrapi and Vincent Paronnaud
“Ratatouille” (Walt Disney): Brad Bird
“Surf’s Up” (Sony Pictures Releasing): Ash Brannon and Chris Buck

 

Achievement in art direction
“American Gangster” (Universal): Art Direction: Arthur Max; Set Decoration: Beth A. Rubino
“Atonement” (Focus Features): Art Direction: Sarah Greenwood; Set Decoration: Katie Spencer
“The Golden Compass” (New Line in association with Ingenious Film Partners): Art Direction: Dennis Gassner; Set Decoration: Anna Pinnock
“Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street” (DreamWorks and Warner Bros., Distributed by DreamWorks/Paramount): Art Direction: Dante Ferretti; Set Decoration: Francesca Lo Schiavo
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax): Art Direction: Jack Fisk; Set Decoration: Jim Erickson

 

Achievement in cinematography
“The Assassination of Jesse James” by the Coward Robert Ford” (Warner Bros.): Roger Deakins
“Atonement” (Focus Features): Seamus McGarvey
“The Diving Bell and the Butterfly” (Miramax/Pathé Renn): Janusz Kaminski
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage): Roger Deakins
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax): Robert Elswit

Achievement in costume design
“Across the Universe” (Sony Pictures Releasing) Albert Wolsky
“Atonement” (Focus Features) Jacqueline Durran
“Elizabeth”: The Golden Age” (Universal) Alexandra Byrne
“La Vie en Rose” (Picturehouse) Marit Allen
“Sweeney Todd The Demon Barber of Fleet Street” (DreamWorks and Warner Bros., Distributed by DreamWorks/Paramount) Colleen Atwood

 

Achievement in directing
“The Diving Bell and the Butterfly” (Miramax/Pathé Renn), Julian Schnabel
“Juno” (Fox Searchlight), Jason Reitman
“Michael Clayton” (Warner Bros.), Tony Gilroy
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage), Joel Coen and Ethan Coen
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax), Paul Thomas Anderson

Best documentary feature
“No End in Sight” (Magnolia Pictures) A Representational Pictures Production: Charles Ferguson and Audrey Marrs
“Operation Homecoming: Writing the Wartime Experience” (The Documentary Group) A Documentary Group Production: Richard E. Robbins
“Sicko” (Lionsgate and The Weinstein Company) A Dog Eat Dog Films Production: Michael Moore and Meghan O’Hara
“Taxi to the Dark Side” (THINKFilm) An X-Ray Production: Alex Gibney and Eva Orner
“War/Dance” (THINKFilm) A Shine Global and Fine Films Production: Andrea Nix Fine and Sean Fine

Best documentary short subject
“Freeheld” A Lieutenant Films Production: Cynthia Wade and Vanessa Roth
“La Corona (The Crown)” A Runaway Films and Vega Films Production: Amanda Micheli and Isabel Vega
“Salim Baba” A Ropa Vieja Films and Paradox Smoke Production: Tim Sternberg and Francisco Bello
“Sari’s Mother” (Cinema Guild) A Daylight Factory Production: James Longley

Achievement in film editing
“The Bourne Ultimatum” (Universal): Christopher Rouse
“The Diving Bell and the Butterfly” (Miramax/Pathé Renn): Juliette Welfling
“Into the Wild” (Paramount Vantage and River Road Entertainment): Jay Cassidy
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage) Roderick Jaynes
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax): Dylan Tichenor

Best foreign language film of the year
“Beaufort” Israel
“The Counterfeiters” Austria
“Katyn” Poland
“Mongol” Kazakhstan
“12” Russia

 

Achievement in makeup
“La Vie en Rose” (Picturehouse) Didier Lavergne and Jan Archibald
“Norbit” (DreamWorks, Distributed by Paramount): Rick Baker and Kazuhiro Tsuji
“Pirates of the Caribbean: At World’s End” (Walt Disney): Ve Neill and Martin Samuel

 

Achievement in music written for motion pictures (Original score)
“Atonement” (Focus Features) Dario Marianelli
“The Kite Runner” (DreamWorks, Sidney Kimmel Entertainment and Participant Productions, Distributed by Paramount Classics): Alberto Iglesias
“Michael Clayton” (Warner Bros.) James Newton Howard
“Ratatouille” (Walt Disney) Michael Giacchino
“3:10 to Yuma” (Lionsgate) Marco Beltrami

Achievement in music written for motion pictures (Original song)
“Falling Slowly” from “Once” (Fox Searchlight) Music and Lyric by Glen Hansard and: Marketa Irglova
“Happy Working Song” from “Enchanted” (Walt Disney): Music by Alan Menken; Lyric by Stephen Schwartz
“Raise It Up” from “August Rush” (Warner Bros.): Nominees to be determined
“So Close” from “Enchanted” (Walt Disney): Music by Alan Menken; Lyric by Stephen Schwartz
“That’s How You Know” from “Enchanted” (Walt Disney): Music by Alan Menken; Lyric by Stephen Schwartz

 

Best motion picture of the year
“Atonement” (Focus Features) A Working Title Production: Tim Bevan, Eric Fellner and Paul Webster, Producers
“Juno” (Fox Searchlight) A Dancing Elk Pictures, LLC Production: Lianne Halfon, Mason Novick and Russell Smith, Producers
“Michael Clayton” (Warner Bros.) A Clayton Productions, LLC Production: Sydney Pollack, Jennifer Fox and Kerry Orent, Producers
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage) A Scott Rudin/Mike Zoss Production: Scott Rudin, Ethan Coen and Joel Coen, Producers
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax) A JoAnne Sellar/Ghoulardi Film Company Production: JoAnne Sellar, Paul Thomas Anderson and Daniel Lupi, Producers

 

Best animated short film
“I Met the Walrus” A Kids & Explosions Production: Josh Raskin
“Madame Tutli-Putli” (National Film Board of Canada) A National Film Board of Canada Production Chris Lavis and Maciek Szczerbowski
“Même Les Pigeons Vont au Paradis (Even Pigeons Go to Heaven)” (Premium Films) A BUF Compagnie Production Samuel Tourneux and Simon Vanesse
“My Love (Moya Lyubov)” (Channel One Russia) A Dago-Film Studio, Channel One Russia and Dentsu Tec Production Alexander Petrov
“Peter & the Wolf” (BreakThru Films) A BreakThru Films/Se-ma-for Studios Production Suzie Templeton and Hugh Welchman

Best live action short film
“At Night” A Zentropa Entertainments 10 Production: Christian E. Christiansen and Louise Vesth
“Il Supplente (The Substitute)” (Sky Cinema Italia) A Frame by Frame Italia Production: Andrea Jublin
“Le Mozart des Pickpockets (The Mozart of Pickpockets)” (Premium Films) A Karé Production: Philippe Pollet-Villard
“Tanghi Argentini” (Premium Films) An Another Dimension of an Idea Production: Guido Thys and Anja Daelemans
“The Tonto Woman” A Knucklehead, Little Mo and Rose Hackney Barber Production: Daniel Barber and Matthew Brown

Achievement in sound editing
“The Bourne Ultimatum” (Universal): Karen Baker Landers and Per Hallberg
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage): Skip Lievsay
“Ratatouille” (Walt Disney): Randy Thom and Michael Silvers
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax): Matthew Wood
“Transformers” (DreamWorks and Paramount in association with Hasbro): Ethan Van der Ryn and Mike Hopkins

Achievement in sound mixing
“The Bourne Ultimatum” (Universal) Scott Millan, David Parker and Kirk Francis
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage): Skip Lievsay, Craig Berkey, Greg Orloff and Peter Kurland
“Ratatouille” (Walt Disney): Randy Thom, Michael Semanick and Doc Kane
“3:10 to Yuma” (Lionsgate): Paul Massey, David Giammarco and Jim Stuebe
“Transformers” (DreamWorks and Paramount in association with Hasbro): Kevin O’Connell, Greg P. Russell and Peter J. Devlin

Achievement in visual effects
“The Golden Compass” (New Line in association with Ingenious Film Partners): Michael Fink, Bill Westenhofer, Ben Morris and Trevor Wood
“Pirates of the Caribbean: At World’s End” (Walt Disney): John Knoll, Hal Hickel, Charles Gibson and John Frazier
“Transformers” (DreamWorks and Paramount in association with Hasbro): Scott Farrar, Scott Benza, Russell Earl and John Frazier

 

Adapted screenplay
“Atonement” (Focus Features), Screenplay by Christopher Hampton
“Away from Her” (Lionsgate), Written by Sarah Polley
“The Diving Bell and the Butterfly” (Miramax/Pathé Renn), Screenplay by Ronald Harwood
“No Country for Old Men” (Miramax and Paramount Vantage), Written for the screen by Joel Coen & Ethan Coen
“There Will Be Blood” (Paramount Vantage and Miramax), Written for the screen by Paul Thomas Anderson

Original screenplay
“Juno” (Fox Searchlight), Written by Diablo Cody
“Lars and the Real Girl” (MGM), Written by Nancy Oliver
“Michael Clayton” (Warner Bros.), Written by Tony Gilroy
“Ratatouille” (Walt Disney), Screenplay by Brad Bird; Story by Jan Pinkava, Jim Capobianco, Brad Bird
“The Savages” (Fox Searchlight), Written by Tamara Jenkins