La notte degli Oscar 2008

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Nella grande notte del cinema, Hollywood ha incoronato i fratelli Joel ed Ethan Coen: nell’80esima edizione degli Oscar «Non è un Paese per vecchi» (No country For Old Men) ha vinto le statuette più importanti: miglior film, migliore regia, migliore sceneggiatura adattata, migliore attore secondario. Ma i giudici dell’Academy quest’anno hanno mostrato di saper aprirsi anche all’esterno e hanno premiando quattro attori del vecchio continente.

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Il britannico Daniel Day-Lewis, scelto come migliore attore protagonista per la straordinaria intepretazione della scalata al potere e alla ricchezza de «Il Petroliere»; la francese Marion Cotillard, che -recitando in lingua madre- ha prestato il volto a un’emozionante Edith Piaf ne «La vie en rose»; lo spagnolo Javier Bardem, alias Anton Chigurh, lo spietato killer di «Non è un Paese per vecchi»; e la scozzese Tilda Swinton, l’indimenticata interprete di film come «Orlando» e «le cronache di Narnia», che mai aveva ottenuto neanche una nomination e che stavolta è giunta al massimo riconoscimento con l’interpretazione della legale co-protagonista di «Michael Clayton».

Portabandiera del cinema indipendente statunitense, Joel ed Ethan Coen hanno ritrovato in «Non è un paese per vecchi», il livello e la qualità delle loro migliori pellicole, in cui sanno fondere non solo una grande tecnica, ma la mettono al servizio della storia. Il film, tratto dall’omonimo romanzo del premio Pulitzer, Cormac McCarthy, era già stato premiato con 2 Golden Globe (ma non per la regia).

Un’altra statuetta per Dante Ferretti e sua moglie, Francesca Lo schiavo, maestri della scenografia mondiale; e primo Oscar per il compositore Dario Marianelli. La notte degli Oscar ha premiato la maestria sapiente di Dante Ferretti, uno dei maggiori scenografi mondiali, da anni trapiantato con la moglie ad Hollywood. Ferretti, alla sua nona nomination, ha conquistato il suo secondo Oscar (il primo era stato per The Aviator). Insieme alla moglie Francesca Lo Schiavo ha disegnato l’ambientazione ai misfatti ottocenteschi di Sweeney Todd, il diabolico barbiere di Fleet Street: una Londra di fine ’800 lugubre e drammatica, quasi sempre in bianco e nero, che fa da sfondo al musical-horror, ultima fatica di Tim Burton. Il marchigiano Ferretti è salito sul palco accompagnato dalla moglie e ha trattenuto a stento l’emozione: «Grazie all’Academy, a Tim Burton, a tutti». «Grazie a Tim Burton, un grande artista e a Johnny Depp, per questo film fantastico», gli ha fatto eco la moglie, ricordando l’attore ormai alter-ego delle geniali quanto folli fantasie del regista.

Primo Oscar invece per il pisano Dario Marianelli, che ha conquistato la statuetta per la memorabile colonna sonora di «Espiazione», il film di Joe Wright, tratto dall’omonimo romanzo best-seller di Ian McEwan. Marianelli, che da anni vive a Londra con la moglie e i figli, aveva ottenuto la nomination anche per il tema musicale di «Orgoglio e pregiudizio», opera prima dello stesso regista. Ce l’ha fatta stavolta con uno splendido e originalissimo lavoro, che ha per tema caratteristico il picchiettare continuo dei tasti sulla macchina da scrivere: un tema in qualche modo evocativo della scrittura mcewaniana, ma anche della protagonista, una scrittrice di successo che deve affrontare un doloroso cammino di espiazione e pentimento.

(La Stampa)

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