"La piccola Bottega degli Orrori"

La piccola Bottega degli Orrori (Little Shop of Horrors) è un musical del 1982 composto da Alan Menken con testi e libretto di Howard Ashman.

Il musical è basato sull’omonimo film del 1960 diretto da Roger Corman. Le canzoni piu’ famose sono “Skid Row”, “Somewhere That’s Green”, “Suddenly Seymour” oltre alla canzone che da’ il titolo al musical.

Il debutto mondiale avvenne il 6 Maggio 1982 al Works Progress Administration Theatre a New York27 Luglio 1982 all’Orpheum Theater (Off-Broadway). Questa produzione fu diretta dallo stesso Ashman e ricevette critiche molto positive vincendo diversi premi sia a New York che a Londra. Quando chiuse, dopo 2.209 repliche, era al terzo posto come musical più a lungo rappresentato nella storia dei teatri Off-Broadway. per poi spostarsi il

Il debutto in un teatro di Broadway avvenne solo molti anni dopo, precisamente il 2 Ottobre 2003 al Virginia Theater, dove rimase in scena per quasi un anno.

Nel 1986 ne venne fatta una trasposizione cinematografica con la regia di Frank Oz. Il film ottenne due candidature agli Oscar: miglior canzone originale (“Mean Green Mother from Outer Space”) e migliori effeti speciali.

In Italia il musical è stato tra gli altri prodotto dalla Compagnia della Rancia in diverse stagioni. Nell’edizione 1988 Edi Angelillo interpetava Audrey e Michele Renzullo Seymour. Nell’edizione 2001 Rossana Casale ha interpretato Audrey e Manuel Frattini Seymour. La regia e’ stata in entrambe le produzioni di Saverio Marconi. Nella stagione 2006/2007 una versione de La piccola bottega degli orrori prodotta da Live on Stage in collaborazione con la Compagnia della Rancia è andata in scena per più di 500 repliche.


La Trama

Seymour Krelborn, un giovane e timido commesso di un fiorista, acquista da un cinese una misteriosa, quanto sconosciuta pianticella e la circonda di cure. Un giorno si accorge con sgomento che quella è ghiotta di sangue (ha cominciato con qualche goccia del suo), diventa voracissima e cresce a dismisura nella bottega del signor Mushnik, dove ha portato fortuna, stante l’interesse dei clienti. Seymour l’ha chiamata Audrey II, in omaggio ad Audrey Prima, sua compagna di lavoro, una ragazza svampita quanto dolce, terrorizzata in permanenza da Orin Scrivello, un fidanzato violento e manesco. Intanto la pianta è diventata enorme, arrogante e ricattratrice: o Seymour le procura carne fresca, o lei farà in modo che il clamore e la fama che ormai circondano il giovanotto finiscano di colpo. Anche l’amore fiorito nel cuore di Audrey (sinceramente da lui ricambiato) corre seri pericoli. Dopo aver eliminato il fidanzato della ragazza, datolo in pasto alla pianta, Seymour attacca il mostruoso vegetale, il quale non solo ha abbondantemente proliferato un plotone di piantine insaziabili e urlanti anch’esse, ma rivela sghignazzando di essere venuto in terra per diffondersi e conquistare così il nostro pianeta. Nella lotta Seymour riesce a strappare Audrey dalle fauci della pianta dando fuoco a quel corpaccio, alle foglie prensili e ai tentacoli che la rendono ancora più orribile. Poi i due convolano a giuste nozze e si installano nella casetta fiorita, che la ragazza ha da sempre sognato. Purtroppo nel giardino, tra petunie e roselline, già sta spuntando allegramente una nuova pianta carnivora.

Recensione( dal Il Corriere della Sera)

La piccola bottega degli orrori è il rifacimento del film omonimo scritto da Charles B. Griffit e diretto da Roger Corman nel 1960, da cui nel 1982 derivò la commedia musicale di Howard Ashman e Alan Menken ai quali ancor oggi si devono parole e musica. Chiamato a rimaneggiare un cultmovie passato alla storia perché Corman lo realizzò in tre giorni e vi recitò il ventenne jack Nicholson, il regista Frank Oz (l’ideatore dei Muppets) non ha preteso più di quanto sapeva di poter dare: un cocktail di horror, di satira e di tenerume, vestito di allegre musiche, canzoni e balletti, e fra le pieghe un che di repellente per la forma oscena dell’insaziabile pianta, un immenso cavolo con tumide labbra e foglie prensili. Quanto c’è di ripugnante è infatti compensato dall’amenità di certe situazioni, dalle tre ragazze che fanno da filo conduttore piroettando sullo sfondo, dal garbo con cui lo scenografo Roy Walker ha ricostruito una delle più povere strade di Manhattan, dall’abilità dei tecnici degli effetti speciali, e soprattutto dalla caratterizzazione dei personaggi.
Se ricordate il Rick Moranis che in Gbostbusters faceva il sosia di Woody Allen, vi piacerà ritrovarlo nei panni del donatore di sangue che non esita a trasformarsi in Seymour lo Squartatore, ma in particolare vi godrete Ellen Greene e Steve Martin: la commessa svampita che un ottimo doppiaggio italiano rende esilarante e il dentista sadico che infierisce sui clienti (il padrone del negozio è Vincent Gardenia). Reduce da Dark crystal, Frank Oz non raggiunge quel livello d’invenzione grafica ma conferma di essere tagliato per il cinema dei prodigi. Diverte i semplici, versa stille di brivido, e dispensa caramelle.
[-]Giovanni Grazzini

Video: Il Prologo del film- Audrey 2….come è”tenera”ahhahh… che vuole la “pappa”…!!!

La scena del dentista “sadico”,interpretata da un fantastico Steve Martin mi

fa ancora morire dalle risate…(dopo aver visto il film centinaia di volte!!!)

Non perdetevela!!

Secondo me molti di noi hanno quest’ idea del …Dentista..ma speriamo di non

incontrarne mai uno Così!!!!

2 Risposte to “"La piccola Bottega degli Orrori"”

  1. salve, non so se è il posto giusto per fare questa richiesta, ma ci provo..
    sono alla disperata ricerca delle basi e dei testi utilizzate il questo spettacolo teatrale o semplicemente registrazioni vocali di alcune scene, purtroppo non ho visto lo spettacolo e non so come poter risalire alla versione italiana di pezzi come “Little Shop of Horrors” e “Don’t Feed The Plants” che fanno rispettivamente da prologo e canzone finale alla versione cinematografica di Frank Oz.
    Per favore aiutatemi..grazie

  2. scusatemi non ho specificato la versione teatrale a cui mi riferivo: quella del febbraio 2006 messa in scena al Nuovo Teatro Oscar di Milano

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